You are here

Da Borg a… JM Cerundolo: le rimonte più clamorose della storia del tennis

La rimonta di Juan Manuel Cerundolo con Jannik Sinner è stata dettata, per usare un eufemismo, più da motivi medici che tecnici. Resta vero che Sinner era a un game dalla vittoria e, quale che sia stato il motivo del suo crollo, quanto avvenuto rimarrà nella storia come uno dei risultati più sorprendenti nella storia degli Slam. Negli anni, e nei decenni, molte altre rimonte hanno avuto probabilmente motivi svariati, anche fisici – crampi ad esempio – che oggi è difficile ricostruire, ma i quali comunque hanno dato vita a ribaltamenti impensabili. Ogni rimonta fa storia a sé, ma alcune di queste sono rimaste storiche. Quali sono quelle che sono rimaste indelebili nella storia del tennis? Proviamo ad elencarne alcune, senza aver la presunzione di ricordarle tutte e restringendo il campo alle rimonte da due set sotto, quindi al tennis maschile. Partiamo dalle finali Slam. La prima che menzioniamo avviene quasi un secolo fa. Wimbledon 1927, la prima edizione del torneo a utilizzare le teste di serie. Nell’ultimo atto, due moschettieri francesi si trovano di fronte sui sacri prati dell’All England Club, Henri Cochet contro Jean Borotra, alla quarta finale consecutiva a Londra. Un secolo di tennis è passato, ma non è cambiata l’imprevedibilità di questo sport. Furono sei i match point annullati da Cochet, che vinse 4–6, 4–6, 6–3, 6–4, 7–5. Henri nella sua carriera ha vinto otto Slam, cinque sono stati quelli di Borotra. La memoria corre poi avanti di molto tempo, a quanto avviene al Roland Garros 1974, quando Bjorn Borg batte Manolo Orantes col punteggio di 2-6 6-7 6-0 6-1 6-1. Fu il primo titolo Slam dello svedese, una partita che marcò il suo ingresso di diritto nella storia del tennis. Lo spagnolo visse un crollo verticale simile a quello di Sinner contro Cerundolo, ma all’epoca fu addebitato ad una semplice stanchezza. Nemmeno il riposo che una volta veniva concesso ai giocatori dopo i primi tre parziali servì a fargli raccogliere le forze, contro un Borg che, dal canto suo, dimostrò tutto il suo talento. Il secondo caso è avvenuto in una delle finali Slam più ricordate quando John McEnroe è andato molto vicino a vincere il Roland Garros, torneo che gli è sempre sfuggito in carriera. Ivan Lendl però ribalta la partita vincendo la finale 3-6 2-6 6-4 7-5 7-5. Era il 10 giugno 1984 quando andò in scena uno dei match che hanno segnato la storia del tennis. John ricorderà sempre con una smorfia quel giorno, considerando che non andò mai più così vicino a vincere il Roland Garros. Era l’occasione di una vita: similmente a Sinner, aveva all’attivo una striscia di 42 vittorie consecutive da inizio stagione. Conduceva addirittura 4-2 nel terzo set prima di andare incontro al destino, che quel giorno premiò Ivan. Rimaniamo al Roland Garros ma facciamo un salto in avanti di quindici anni: nel 1999 Andre Agassi completa il proprio Career Grand Slam vincendo l’unico Slam grazie a una rimonta sull’ucraino Andrei Medvedev, sconfitto col punteggio di 1-6 2-6 6-4 6-3 6-4. Medvedev è numero 100 del mondo e vive la cavalcata della vita sconfiggendo anche Sampras e Kuerten. Ma la favola non ha un lieto fine. Dopo aver vinto i primi due set facilmente, ha una palla break nel terzo per andare a servire per il match sul 5-4. Ma non la concretizza e da lì, nella più classica delle sliding door, la partita cambia. Altri cinque anni avanti: al Roland Garros 2004, in una delle finali meno “nobili” della storia, Gaston Gaudio battè Guillermo Coria vincendo 0-6 3-6 6-4 6-1 8-6. E’ stato un risultato a sorpresa, perché Coria era quell’anno il giocatore più quotato sulla terra battuta, tra il declino che stava vivendo Juan Carlos Ferrero, campione del 2003, e i primi vagiti di Rafael Nadal, campione nel 2005. Coria non colse due match point e non arrivò mai più in finale al Roland Garros. Lo stesso, ovviamente, può dirsi di Gaudio. Un trionfo incredibile per l’argentino specialista della terra battuta, che non si è mai più avvicinato a quei livelli. Nel 2005 vincerà cinque titoli ATP e arrivò al n.5 del mondo, ma dal 2006 inizierà il suo inarrestabile declino. Dal 2004 si deve passare poi al 2020 per trovare una nuova rimonta da due set a zero sotto in una finale Slam. Il palcoscenico, questa volta, è quello degli US Open. Un’edizione particolare, in piena epoca Covid, resa particolare dalle porte chiuse e ancora di più per la squalifica del favorito principale Novak Djokovic. Dominic Thiem rimonta Alexander Zverev imponendosi 2-6, 4-6, 6-4, 6-3, 7-6. E’ stato l’inizio di un incubo per Sascha, che ha giocato altre due finali Slam senza però riuscire mai a vincere un titolo. Un tassello importante che gli manca. Riuscirà a colmare la lacuna al Roland Garros 2026? In ordine cronologico, le ultime finali Slam ad aver visto una rimonta da due set a zero sono state quella del Roland Garros 2021 tra Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas, con il risultato di 6-7, 2-6, 6-3, 6-2, 6-4 – ma fu una partita particolare, in cui non si ebbe mai la sensazione che il greco fosse vicino a vincere -, quella leggendaria dell’Australian Open 2022, con Nadal in grado di ribaltare Daniil Medvedev a quasi 36 anni (2-6, 6-7, 6-4, 6-4, 7-5). Il russo ricorderà altrettanto bene la finale persa all’Australian Open del 2024, un bis che avrebbe fatto a meno di vivere, quando perse contro Jannik Sinner con il risultato di 3-6 3-6 6-4 6-4 6-3. Estendendo il discorso anche alle partite che non sono state finali Slam, va ricordata la semifinale dello US Open 1975 tra Manuel Orantes e Guillermo Vilas, terminata 4–6, 1–6, 6–2, 7–5, 6–4 (e raccontata molto bene da Roberto Ferri in questo articolo). Il giorno dopo in finale Orantes sconfisse Connors (che era favorito) in tre set. Quali partite possono essere aggiunte all’elenco? Siamo più che aperti ai suggerimenti dei nostri lettori per aggiornare l’articolo. ...

Related posts

Leave a Comment

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi